MINI INTERVISTA A EDMONDO CREATORE DEL BLOG scuolalibertaria.blogspot.com

Unione Europea quello che i media italiani non Vi dicono ha intervistato Edmondo che ha creato e scrive nel suo blog http://scuolalibertaria.blogspot.com/, ecco le nostre domande e le sue risposte.

 

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DOMANDA:

Data la definizione di ECONOMIA (da Wikipedia)

Per economia – dal greco οἴκος (oikos), “casa” inteso anche come “beni di famiglia”, e νόμος (nomos), “norma” o “legge” – si intende sia l’utilizzo di risorse scarse (limitate o finite) per soddisfare al meglio bisogni individuali e collettivi organizzando la spesa, sia un sistema di organizzazione delle attività di tale natura poste in essere a tal fine da un insieme di persone,organizzazioni e istituzioni (sistema economico).

Se potessi definire un ipotetico sistema economico ideale da attuare Italia, in Europa o nel mondo, come lo vorresti?

RISPOSTA di EDMONDO:

Parlare di economia attraverso gli elementi che definiscono questo tipo preciso di cultura, si rischia di finire sempre impantanati nel sistema, nel suo tragico gioco, nelle sue logiche perverse, nelle sue
trappole. D’altra parte, proprio per colpa di questa cultura, proporre strade diverse dal consueto diventa immediatamente un atto eretico. Lo dice anche la Storia. Chi vuol cambiare davvero le cose? Quasi nessuno, è tempo di ammetterlo. Secondo me, la questione non è tanto partire dall’economia, ma dal contesto che la genera. Che tipo di contesto culturale abbiamo da 5000 anni a questa parte? E quale tipo di contesto vorremmo per il mondo? Se non pensiamo prima di tutto a modificare la nostra cultura, cambiarla in senso libertario e umano, tutto ciò che ne consegue sarà sempre di natura opposta, cioè autoritaria come l’attuale, economia compresa. Credo fermamente che l’economia, che sia di un tipo o di un altro, dipenda dal tipo di ambiente culturale. Oggi la cultura è imposta, ma che tipo di cultura è? Che ambiente culturale contribuiamo a creare con gli elementi che ci vengono calati dall’alto e che assimiliamo come verità assolute?
Cambiamo questa cultura, questo ambiente, pensiamolo e costruiamolo in senso libertario, anarchico, solidale e conviviale (Ivan Illich), e tutto il resto verrà di conseguenza. Consiglierei la lettura del saggio di David Graeber ‘Debito. I primi 5000 anni’, ma anche ‘Descolarizzare la società’ di Ivan Illich, o ‘La convivialità’. Si trovano in rete.

DOMANDA

La tua pagina parla di educazione.

Come in materia economica esiste l’economia mainstream, si può dire che nella società odierna in particolare i bambini sono sottoposti ad un metodo educativo mainstream.

Secondo te su cosa dovrebbe essere basata l’educazione di un essere umano?

DOMANDA

Puoi darci la tua opinione su quale sia secondo tè lo scopo del sistema educativo a cui oggi sono sottoposti i bambini ma anche gli adulti?

RISPOSTA di EDMONDO (alle due domande precedenti):

La scuola serve a perpetuare l’esistente, questo tipo di cultura competitiva, le istituzioni, e a formare la logica sociale del ‘nasci, consuma, produci, crepa’. Insomma, la scuola sforna servi addestrati ad esserlo per sempre. In questa società autoritaria e globale anche la parola ‘educazione’ è stata stravolta in funzione del sistema. Il ‘tirar fuori’ è diventato ‘mettere dentro’. Si pensa in base a ciò che si conosce, perciò ci mettono dentro solo alcuni elementi e ne nascondono molti altri. Ogni essere umano è diverso dall’altro per attitudini e qualità e comportamenti e gusti e pensieri… non può esistere un’educazione omologante, e neppure qualcuno che dall’esterno possa decidere quel che serve agli altri. Brevemente, il senso dell’educazione, quella autentica e umana, è quello di ‘essere’, non quello autoritario del ‘dover essere’. Il vero atto educativo è sempre un atto di relazione alla pari, è un autoeducarsi anche e soprattutto in maniera incidentale. E la scuola è il posto meno indicato per sviluppare l’autoeducazione, l’autodeterminazione, la responsabilizzazione, la creatività, il pensiero critico, la solidarietà, e tutto ciò che necessita all’essere umano per definirsi davvero tale, e non una pecora obbediente e normalizzata. Se ci si guarda intorno possiamo vedere che cosa ha prodotto la scuola che, in quanto strumento del sistema, è massimamente autoritaria, come la nostra società fatta dagli adulti scolarizzati. E’ tutto da abolire, non da riformare.

DOMANDA

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo

Be the change you wish to see in the world.

 Mahatma Gandhi

Credi che si possa cambiare l’Italia, l’Europa, piuttosto che i problemi del pianeta terra solamente votando il politico o il partito che ha le idee migliori o più giuste, oppure credi che ci possano essere metodi alternativi magari più efficaci?

RISPOSTA di EDMONDO:

Può la Storia degli ultimi 5000 anni dimostrare che un politico, un partito, una coalizione, un governo, abbiano mai ridato ai popoli la libertà, la pace, la giustizia, la fratellanza? Chi ha deciso i
confini? Chi ordina le guerre? Se l’essere umano nasce libero e con tutti i diritti dati dalla natura, scopo di ogni governo, di ogni autorità, è quello di togliere ai popoli la libertà e i diritti, sfruttare la loro forza-lavoro e il prodotto del loro lavoro, per il solo fine di arricchire una élite ristretta, difesa da esercito e polizia. E’ sbagliato sperare di cambiare le cose utilizzando la cultura del sistema, gli stessi strumenti, anche perché, come diceva Giordano Bruno, è un’ingenuità chiedere a chi ha il potere di riformare il potere.

DOMANDA

Secondo te in Italia le tasse che noi cittadini paghiamo, a cosa servono?

RISPOSTA di EDMONDO:

Il lavoro salariato è una forma abominevole di ricatto, non certo un diritto. E’ una truffa: o fai lo schiavo per me, oppure non mangi. Che libertà è? Dove sta il diritto di scelta in questo ricatto? E’ come se l’albero che era nostro ci fosse stato rubato con l’inganno e con la forza, e ci toccasse lavorare da schiavi per mangiarne pochissimi frutti, magari supplicando il padrone. Ed è così! Molti credono poi che il salario sia una ricompensa per il lavoro svolto, un premio; quasi nessuno si accorge che non soltanto quel salario è il prezzo che qualcun altro, dall’esterno, ha stabilito per la nostra fatica (infatti si parla squallidamente di ‘mercato del lavoro’, che tradurrei con ‘mercato della schiavitù’), ma è anche qualcosa che dovrebbe essere nostro già in partenza, senza mediazione. Da questa base si arriva anche a capire che l’essere umano, anche in questa economia autoritaria, potrebbe vivere benissimo con solo tre ore di lavoro al giorno, anche perché solo un terzo delle nostre tasse va ai servizi, il rimanente serve ad arricchire l’élite laica e religiosa, e sono tanti soldi, tutti nostri in origine, frutto dei nostri immensi sacrifici. Se lavorassimo per noi stessi, anziché per quelli che ci promettono governi ed elemosine, non saremmo a questi livelli di autodistruzione. Consiglio un altro libro che si trova liberamente in rete: ‘L’abolizione del lavoro’ di Bob Black. Questo sistema è innaturale, gli antropologi non allineati parlano chiaramente di aberrazione. Cambiamo la Storia. Torniamo ad essere uomini, non più servi, perché è sempre il servo che fa il padrone. Perciò la scuola serve a produrre servi.

Potete leggere quello che ha da dire Edmondo, e approfondire il tema della scuola ed educazione libertaria nel suo blog:

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Un pensiero su &Idquo;MINI INTERVISTA A EDMONDO CREATORE DEL BLOG scuolalibertaria.blogspot.com

  1. Inoltro
    con preghiera di considerazione:
    urge generale coinvolgimento
    per uscire dallo stallo.

    Cordiali saluti,
    Danilo D’Antonio

    ———————-
    Evolvere necesse est
    ———————-

    Trasformare un mondo ridotto ad un simile stato di confusione è impossibile senza compiere un balzo intellettuale, il che non è possibile senza guadagnare una precisa consapevolezza storica.

    Brevemente: la differenza fra TIRANNIA e DEMOCRAZIA sta tutta nel MANDATO TEMPORANEO dei ruoli pubblici. Non c’è altro che conti altrettanto. Ripercorriamo la Storia per veder cos’è successo.

    Il processo di democratizzazione iniziò molto tempo fa, agli albori delle stesse monarchie, con l’introduzione del MANDATO TEMPORANEO per i membri dei Parlamenti. 70 anni fa, in Italia, con l’avvento della Repubblica Democratica, la democrazia avrebbe dovuto continuare ad estendersi introducendo il MANDATO TEMPORANEO in ogni ruolo della Pubblica Amministrazione. Senonché i CARRIERISTI PUBBLICI, gli assunti a vita nella Pubblica Amministrazione secondo l’uso pre-democratico, hanno bloccato l’evoluzione culturale e di conseguenza il propagarsi della democrazia al solo scopo di conservare il “loro” POSTO FISSO.

    Le lotte per il lavoro hanno poi impedito la presa individuale di coscienza che ad ogni Impiego Pubblico corrisponde un POTERE PUBBLICO che non può essere assegnato a vita, non può divenire un FEUDO PERSONALE, pena la riduzione della Res Pubblica a proprietà privata d’accesso ad altri. Di fatto è stato mantenuto pari pari il disegno etico, filosofico, legislativo e politico delle precedenti società feudal/imperial/monarco/fasciste. Precisamente funziona così: gli assunti a vita nel Pubblico Impiego mantengono i cittadini emarginati, ignari ed impotenti così che Pubblico e Privato possan liberamente far del loro PEGGIO. Il mondo che viviamo è costruito esattamente così.

    Ora possiamo scegliere: se continuare a far confusione, a diffondere una incultura creata ad arte dai CARRIERISTI PUBBLICI per difendere il privilegio di ruoli pubblici assegnati a vita, rimanere indifferenti tutt’al più facendo proteste che senza una IDEA valida saranno solo controproducenti, o deciderci a divenire persone mature e responsabili che si focalizzano su un solo obiettivo: portare a termine il PROCESSO di DEMOCRATIZZAZIONE iniziato secoli addietro ed intoppatosi 70 anni fa.

    Rendiamo democratiche le Pubbliche Amministrazioni d’Italia, d’Europa, del mondo intero, introducendo finalmente il mandato temporaneo in ogni Pubblico Impiego, anche il più umile. Capiamolo bene: il tempo determinato nella P.A. non serve solo a far funzionare correttamente il settore Pubblico e quello Privato ma (abbinato ad un reddito da cittadinanza temporaneo) è proprio ciò che necessita ed urge per risolvere anche il problema della REDISTRIBUZIONE del REDDITO.

    Invito allora chi mi legge ad avviare iniziative per far conoscere e realizzare il PUBBLICO IMPIEGO DEMOCRATICO: concesso esclusivamente con mandato temporaneo. Vorreste un Presidente del Consiglio o della Repubblica incaricati a vita? Allora perché accettate che alcuni detengano come loro proprietà personale, privata, impieghi, poteri e redditi che son altrettanto PUBBLICI quindi di proprietà comune?

    Danilo D’Antonio

    Laboratorio di ricerca globale Eudemonia
    Piazza del Municipio – Rocca S. M. (TE)

    +39 339 5014947

    Pubblico Impiego Democratico
    http://hyperlinker.com/ars/index_it.htm

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